Santo Padre, è con grandissima emozione che accogliamo oggi la Sua presenza in mezzo a noi Giovani torinesi e piemontesi. Ci eravamo lasciati circa due anni fa, il 2 giugno 2008, in occasione del pellegrinaggio diocesano della "Redditio fidei" a Roma, con un grande annuncio: l'Ostensione solenne della santa Sindone e la promessa che "a Dio piacendo" anche Lei si sarebbe recato a Torino come pellegrino per contemplare il Volto dell'Uomo della Sindone. Quel giorno abbiamo portato via un Suo importante messaggio: "Non abbiate paura di affidarvi a Cristo: solo Lui può soddisfare le attese più profonde dell'animo umano". In occasione di quest'evento, quelle Sue parole non solo risuonano ancora in noi, ma prendono anche forma nel Santo Sudario che in questo tempo di Pasqua ci troviamo a contemplare. Ritroviamo il volto della sofferenza unita alla serenità di Chi seppe soffrire con passione e per passione. I segni della violenza e delle percosse inflitte sembrano volerci riportare al gran frastuono, alla confusione che molti di noi giovani vivono nelle scelte di vita, a partire da quella della fede cristiana. Così la ferita al costato costituisce una prova indiscutibile di quanto la spietatezza umana possa diventare indomabile se pervasa dalla negatività dei sentimenti e ci porta ad interrogarci sul perché ancora nel nostro tempo a volte sia il male a prevalere così tanto rispetto al bene. Santità, quante volte anche noi di fronte al male, alla sofferenza, alla morte cadiamo nella crisi di una fede che pare non sappia rispondere alle nostre piccole e grandi difficoltà e soprattutto una fede che vorremmo a volte più tangibile e sperimentabile. Viviamo così rincorrendo sempre nuove esperienze, cercando di avere tutto e subito, senza riuscire a dare un senso alla nostra esistenza. Davanti alla Sindone però, tutto può rivedersi e ravvedersi, perché la vita di ognuno di noi ha la fortuna di, citando il nostro Arcivescovo: "Specchiarsi davanti alla Sindone". È allora soprattutto tenendo lo sguardo sul Crocifisso Risorto che possiamo affrontare con fiducia questo presente tumultuoso per la Chiesa, tempo di cui non abbiamo paura. Oltre al desiderio profondo di esprimerLe la nostra vicinanza affettuosa e solidarietà di preghiera, crediamo che ogni fatto può rivelarsi come una preziosa opportunità per la Chiesa per far splendere la Luce dell'amore di Cristo per ciascuno dei suoi figli. Santo Padre, crediamo che una delle maggiori sfide per noi giovani oggi, considerando la precarietà della nostra società, sia proprio l'impegno a costruire delle vite coerenti, ben ancorate in questo mondo, ma altrettanto desiderose di tenere lo sguardo verso l'Alto. È nella scuola, nell'università, nel lavoro, negli affetti e nella famiglia che possiamo realmente essere testimoni del Risorto. È solo interessandoci al mondo, avendo occhi e orecchie aperte a chi ci è accanto, che la nostra testimonianza diverrà credibile. Felici di condividere lo stesso cammino di Fede, La salutiamo con affetto e le diciamo che è bello averLa qui con noi, ma sappia anche che Torino, che i Giovani sono con Lei. I Giovani di Torino (Fonte: www.sindone.org) |