Beatissimo Padre, Le presento questa numerosa schiera di giovani della nostra Arcidiocesi e delle Diocesi vicine che sono qui in festosa attesa di incontrare Lei e attraverso di Lei sono alla ricerca di un Altro, il Signore Gesù. Lei potrebbe rivolgere loro la domanda che Gesù fece a quei due futuri discepoli che lo seguivano: «Che cercate?» (Cf Gv 1, 38). · Posso dirLe, Santità, che la gran parte di questi giovani sono buoni, impegnati, hanno incontrato Gesù e lo stanno seguendo con sincerità, pur con gli alti e bassi tipici della loro età. Ma oggi sono qui per essere da Lei confermati nella loro scelta di fede ed incoraggiati ad essere testimoni e missionari tra i loro coetanei. · Ci sono poi alcuni che sono venuti qui perché si sentono in ricerca: la fede ricevuta nell'infanzia e nell'adolescenza non si è ancora radicata profondamente. Ma non hanno voltato le spalle a Gesù: desiderano vederlo, incontrarlo, sentire la sua parola, la sua amicizia, anche se troppe altre voci e richiami li distraggono da questa ricerca. La sua parola, Santità, può veramente dare loro una chiara indicazione di cammino verso il Signore Gesù. · Ce ne sono poi altri che hanno smarrito la strada e nella loro vita "sono già di ritorno senza essere andati da nessuna parte" (Giovanni Paolo II). Si sono scottati al fuoco di esperienze negative, ma sono venuti ugualmente a questo incontro per trovare la forza di poter fare un'inversione di marcia, un ritorno nella casa comune degli amici di Gesù, desiderosi di ritrovare una luce nuova di verità e di amore. · Tutti sono impegnati nel cantiere della vita per progettare il loro futuro. Non sempre avvertono la chiamata di Dio che li vuole felici ed hanno paura di dire dei sì definitivi o per il sacerdozio e la vita consacrata o anche per un matrimonio sacramento visto come un impegno di vita che duri sempre. Santità, Lei oggi è per noi Gesù stesso che si accosta a questi giovani sulle strade della loro vita e li ascolta, li guarda negli occhi e nel cuore e poi, come ha fatto il divino Maestro con i due di Emmaus, Lei sa spiegare loro le Scritture per far loro comprendere il progetto di Dio sulla loro esistenza e come Gesù sia sempre al loro fianco non per dare vincoli, ma per farli felici e come lo Spirito Santo possa ancora infondere in loro il fuoco dell'amore divino che bruci le scorie di peccato, di egoismo, di relativismo e superficialità per far emergere il bene che c'è nei loro cuori, anche se spesso è nascosto sotto la cenere di un ambiente che non li aiuta a crescere secondo il cuore di Dio. Padre Santo, Le affido questi giovani affinché con le Sue parole e la Sua testimonianza di fede profonda e serena possa entusiasmarli nella convinzione che scegliere di seguire Gesù è l'unico modo per essere felici. La Sindone ci fa vedere questo: un Gesù sofferente per amore. Che questi giovani possano comprendere che non c'è amore senza sofferenza, senza lotta, senza sacrificio, senza andare a volte contro corrente. Li aiuti a capire che questa è l'unica strada per dare alla vita il sapore della gioia e dell'amore, che sono due valori essenziali per poter sperare di trasformare il mondo. Grazie, caro Santo Padre, per questo incontro che ha voluto donare a questi giovani, i quali, come vede, sono felici di vederLa, ascoltarLa ed accogliere il dono della Sua benedizione. + Severino Card. Poletto Arcivescovo di Torino (Fonte:www.sindone.org) |