Sembrava così lontano eppure è già arrivato il grande giorno...
Così, dopo aver caricato le valigie sul pulmino, alle 17.15 siamo partiti
alla volta di Malpensa... Destinazione: ...BRASILE...
Ora siamo qui, sospesi nel vuoto, a 10.000 metri da terra, a 45°C sotto lo zero.
Ci aspettano 12 ore di volo per arrivare a Sao Paolo;
lì aspetteremo 6 ore e poi ripartiremo per Salvador Bahia.
Siamo Arrivati!! E' pazzesco come si senta il fuso orario...
qui sono appena le 15.30 e a me sembra già sera...
in effetti in Italia sono le 20.30!
In aeroporto abbiamo trovato ad accoglierci padre Pedro e alcuni animatori
che ci avrebbero ospitato nelle loro famiglie...
Con un pulmino ci hanno accompagnato ognuno nella propria abitazione,
dove le famiglie ci attendevano ansiose...
Inizialmente le paure erano tante. Ma appena arrivate davanti alla porta di quella
che sarebbe stata la nostra casa per 13 giorni, io ed Eliana siamo state accolte
da una donna grandissima, una "grande mamma", che ci ha fatto un enorme sorriso
e ci ha abbracciato come se ci conoscessimo da sempre, come se ci legasse
una stretta parentela...
Tutte le mie paure sono svanite all'istante, spazzate via con un soffio.
La notte è passata tranquillamente. Dopo una colazione a base di caffè,
fette biscottate e patate siamo state accompagnate al centro Kilombo;
abbiamo pregato e dopo una riunione tecnica abbiamo fatto un giro "panoramico"
della zona in cui avremmo lavorato. Quello che abbiamo visto ci ha davvero fatto
pensare a quanto siamo fortunati. Le strade piene di buche e pozzanghere
il più delle volte sono fogne a cielo aperto, le case sembrano dover cadere con un soffio...
La maggior parte delle mamme sono adolescenti di 16-17 anni e i bambini giocano
scalzi per le strade, nelle fogne; costruiscono aquiloni con spago e fogli di
giornale trovati nell'immondizia, forse sognando di volare via, verso una realtà migliore,
lontano da quel mondo che è un universo a sé...
I ragazzi più grandi giocano a pallone e sono anche parecchio bravi.
Per la società queste persone non esistono; pochi hanno i documenti e sono
registrati all'anagrafe.
Nel pomeriggio il temporale ci ha costretti nel salone del Kilombo.
Qui alcuni ragazzi e alcune mamme adolescenti hanno suonato e ballato una splendida SAMBA...
E' stato strabiliante: senza bisogno di parlare ci capivamo,
il linguaggio universale degli sguardi e del cuore funziona sempre.
Le giornate qui sono intensissime.
Oggi siamo stati tutto il giorno ad una manifestazione Bio-Afro per la salvaguardia
del parco naturale di Sao Bartolomeo.
Questa sera invece abbiamo assistito al CANDONBLE', un rito antichissimo africano
che facevano gli uomini e le donne per entrare in contatto con le anime dei loro defunti.
E' una cosa un po' strana, inquietante, difficilissima da comprendere...
e, detto tra noi, concilia molto il sonno... zzz...
Domenica abbiamo assistito alla messa brasiliana, che è stata emozionantissima,
molto più calda e coinvolgente delle messe italiane... rafforza molto la fede.
Nel pomeriggio abbiamo assistito alla CAPOEIRA dalle origini, com'è nata,
dove e perché, tutto sotto forma di danza.
Ieri pomeriggio i ragazzi hanno disputato una partita di calcio Italia-Brasile
contro dei ragazzi brasiliani... Ovviamente hanno vinto... I BRASILIANI!!
Questa mattina siamo andati trovare le famiglie. Quello che ho visto è stato sconvolgente.
Ci siamo addentrati nella zona più povera della favelas, la zona di Sao Bartolomeo;
qui abbiamo visitato delle case (senza bagno, con una stanza sola)
fatte con pali e cartone, in cui vivono famiglie di 6-7 persone...
Le condizioni igieniche sono disastrose, manca l'acqua, il tetto quasi non esiste,
il pavimento è di terra battuta che con la pioggia diventa fango...
Tutto questo fa pensare: noi abbiamo tutto, in confronto sguazziamo nell'oro...
eppure non siamo mai contenti...
La giornata si è svolta in modo meraviglioso. Siamo andati a far visita alle famiglie,
le quali sono felicissime di poterci mostrare la LORO casa, i loro meravigliosi bambini,
di poter parlare un pochino con noi; gli animatori del Kilombo ci hanno spiegato
che queste visite che noi facciamo alle famiglie più povere sono per loro delle
iniezioni di autostima: capiscono di essere importanti anche loro,
non si abbattono e talvolta accettano di collaborare entrando a far parte del progetto del Kilombo.
I bambini qui sono tantissimi: tutti sorridono, ci corrono incontro, ci abbracciano,
ci chiedono il nostro nome, per avere un contatto più diretto con noi.
Nel pomeriggio abbiamo organizzato dei giochi nella palestra del Boiadero
per far divertire un po' i bambini, per toglierli per qualche ora dalla strada
in cui vengono lasciati a giocare da soli tutto il giorno...
Ci siamo presi due giorni di pausa. Ieri pomeriggio ci siamo recati nel centro di Salvador dove alcuni di noi hanno incontrato il Prefetto di Salvador de Bahia. Questa mattina invece è stata grande giornata di relax... ci voleva proprio una giornata di mare per ripartire alla grande...
Questa mattina, essendo domenica, siamo andati a messa nella zona del Boiadero. E' stata così toccante, emozionante e coinvolgente che ci siamo commossi tutti, italiani e brasiliani. Io ho cominciato a piangere quando i ragazzi dell'INFANZIA MISSIONARIA hanno cantato una canzone sui giovani. Mi mancheranno questi piccoli grandi uomini e queste piccole grandi donne. In fondo i veri missionari sono loro... Ci hanno insegnato tantissimo: a non abbatterci perché la vita è bella, a combattere per la pace, per quello in cui si crede, ad affrontare la vita con gioia anche quando si ha poco.
Sapevo che sarebbe stata dura salutare quella che per 12 giorni è stata la nostra GRANDE FAMIGLIA, ma non immaginavo così tanto... Dopo aver salutato tutti i nostri piccoli tesori io ed Eli abbiamo consumato il nostro ultimo pasto in famiglia. Abbiamo mangiato lentamente, cercando di goderci i nostri ultimi momenti in quella fantastica dimora. Dopo aver sparecchiato il tavolo siamo uscite a giocare ancora un po' con i bambini... fino a che... IL PULLMAN... i maschietti hanno trattenuto le lacrime, ma Lorena è scoppiata a piangere; mi ha abbracciata forte e poi è scappata via singhiozzando. Il pullman è partito portandoci via; vedevo le facce dolci dei bambini allontanarsi sempre di più... visi tristi... visi che porterò sempre nel cuore... come i loro occhi, i loro sorrisi... la loro dolcezza.
Silvia
Il Projeto Familias de Novos Alagados è un'iniziativa dei missionari della Consolata volta al sostegno delle famiglie più bisognose.