Brasile 2005 - Pensieri e impressioni

Visita a chi non c'era

Dal 17 Agosto al 5 Settembre 2005, un gruppo di 22 ragazzi della nostra comunità, accompagnati da Don Mietek, si è recato nella favela Novos Alagados di Salvador, capitale dello stato di Bahia in Brasile.
Tale esperienza è stata promossa dal Projeto Familias di Pietro Parcelli, padre missionario della Consolata e responsabile del centro Kilombo do Kioiô, in collaborazione con padre Stephen, missionario proveniente dal Kenya.
L'attività principale del campo di lavoro è stata la visita alle famiglie più povere, l'animazione ai bambini e alle liturgie, e anche alcuni lavori elettrici in parrocchia.
A differenza di un qualsiasi viaggio "da turisti", l'aspetto forte, coinvolgente e sicuramente unico della missione, è stato la possibilità e la fortuna di essere ospitati presso le famiglie del posto; la nostra presenza in mezzo a loro comunicava loro un forte senso di autostima. In queste piccole case fatiscenti regna ancora un senso di umanità a noi ormai sconosciuto. Le famiglie che ci ospitavano erano più abbienti rispetto a quelle a cui, ogni giorno, noi facevamo visita; lì noi cercavamo di portare un piccolo sorriso, delle caramelle e, perché no, una preghiera; in molti casi essi avevano la pazienza di illustrarci la loro situazione famigliare. Molti, all'inizio dell'esperienza, erano scettici sulla reale utilità delle visite; pareva quasi una banalità, come se la povertà fosse un museo da visitare. Solo dopo esserci passati, e aver visto gli occhi pieni di gioia di questi bambini e delle loro mamme, abbiamo avuto la certezza che il nostro messaggio, anche se semplice e breve, e il nostro "esserci" avrebbero avuto eco nella loro personale convinzione di essere uomini di pari dignità e non persone dimenticate da Dio.
Nelle nostre uscite e nella scelta delle famiglie da visitare, siamo sempre stati accompagnati da un gruppo di animatori del Kilombo che, insieme a padre Pietro, stanno portando avanti alcuni iniziative quali la distribuzione di ceste di alimenti, le visite mediche gratuite per i meno abbienti, la formazione nel lavoro artigianale e la creazione di nuovi gruppi di adolescenti. Le famiglie assistite dal progetto sono estremamente povere, ma in alcuni casi così dignitose da nascondersi e non chiedere aiuto.
Certo è stato duro l'impatto iniziale, ma dopo i primi tre giorni di adattamento, era impossibile non innamorarsi delle favelas e della gente che ci abitava; c'era da restare a bocca aperta nel vedere con quanta gratuità essi ci donavano tutto ciò che potevano, con gioia e orgoglio di poterlo fare, fino a dormire sul pavimento (a volte di terra nuda), o a mangiare sempre e comunque dopo che noi ci eravamo serviti; e l'elenco potrebbe essere infinito. Alcuni di noi sono stati più fortunati, altri decisamente meno, ma il loro calore, la loro costante allegria e la loro musica sopperiva a tutti i nostri "disagi" che coincidevano con quelle comodità superflue diventate ormai necessità nel nostro stile di vita.
Durante le due settimane vissute a Salvador, abbiamo anche incontrato alcuni esponenti dell'autorità locale, in particolare un rappresentante del prefettura di Salvador e un deputato locale, J. Carlos, aderente al PT (Partito dei Lavoratori, l'attuale partito governante); ci hanno esposto i problemi più sentiti dalla popolazione come la sicurezza, l'istruzione, la sanità, la difficoltà di gestire un paese così vasto e densamente abitato, e la convivenza tra razze chiare e di colore all'interno della stessa città. Hanno anche umilmente sottolineato di trovarsi, in molte circostanze, nell'impossibilità di dare una risposta concreta a tali problemi che perdurano ormai, in tutto il Brasile, da moltissimo tempo.
Abbiamo anche potuto avvicinarci alla cultura locale assistendo alla "Capoeira" (danza che simboleggia la ribellione contro la schiavitù delle popolazioni indigene durante i lavori agresti) e ad un "Candomblè" (rito di origine africana diffusosi in Brasile). Sono poi seguite alcune visite nei posti caratteristici della città di Salvador come il "Pelorinho", centro storico per eccellenza, il "Mercato Modelo", l'"Elevador Lacerda" (un ascensore alto 62 metri che collega la zona portuale più bassa con il centro della città); inoltre ci è stata concessa una giornata di svago assoluto in una spiaggia meravigliosa a nord della città.
Terminata la permanenza in Salvador, con tristezza e molta saudade (nostalgia), abbiamo lasciato le "nostre" famiglie e ci siamo trasferiti nella metropoli di São Paulo, ospitati nel centro missionario "Josè Allamano", di recente ristrutturazione, gestito dai padri della Consolata. In questo nostro soggiorno abbiamo avuto la possibilità di visitare l'asilo nel quale, due anni fa, il primo gruppo di giovani cambianesi ha dato il suo consistente contributo per fornire i bambini di locali più accoglienti e sani.
Ci siamo poi recati presso le suore di Madre Teresa, dedite all'ospitalità di persone anziane e portatrici di handicap, e presso altri due asili della città. In ogni occasione abbiamo constatato la forte asimmetria tra le due realtà, una di degrado assoluto e l'altra di eccessivo benessere, che nelle grandi città come São Paulo è ancora più sconcertante.
La sera del 4 settembre, dopo alcuni imprevisti di viaggio, siamo rientrati nella nostra Cambiano, contenti per quello che ci è stato concesso di vivere e sicuramente più ricchi e più consapevoli dei nostri molti privilegi. Abbiamo portato a casa una valigia ben più pesante di quella con la quale siamo partiti, ricca di emozioni, ricordi splendidi e insegnamenti indiretti che non dimenticheremo mai. Siamo sinceramente grati a coloro che ci hanno permesso tutto ciò, in particolare don Mietek, padre Michelangelo, padre Pietro, gli animatori del Kilombo e in modo specialissimo verso le famiglie e le persone che ci hanno accolto da sùbito con gratuità estrema e che ci hanno ospitati come fratelli.

Alberto e Antonina


Projeto Familias

Padre Pietro Parcelli (29/06/1938)
padre Pietro Parcelli

Il Projeto Familias de Novos Alagados è un'iniziativa dei missionari della Consolata volta al sostegno delle famiglie più bisognose.